EDILIZIA IN PROVINCIA DI MESSINA: IL PNRR STA FACENDO GALLEGGIARE IL SETTORE. I NUMERI DEL LAVORO NERO INDEGNI PER UNA MODERNA DEMOCRAZIA

EDILIZIA IN PROVINCIA DI MESSINA: IL PNRR STA FACENDO GALLEGGIARE IL SETTORE. I NUMERI DEL LAVORO NERO INDEGNI PER UNA MODERNA DEMOCRAZIA

E’ indubbio che i congrui e generalizzati finanziamenti ottenuti grazie al Pnrr hanno permesso l’apertura, anche in tutta la provincia di Messina, di un numero importante di cantieri che sono stati fondamentali per consentire all’edilizia di resistere e galleggiare, nonchè di attenuare le disastrose conseguenze del post-bonus 110 che ha causato pesantissimi contraccolpi alle aziende e, conseguentemente, ai lavoratori del settore. Per la Uil e la Feneal Uil la priorità rimane l’occupazione, la legalità e la sicurezza sul lavoro. Un numero impressionante di cantieri è interessato dalla indecente piaga del lavoro nero e tutti i cantieri oggetto di ispezioni, nessuno escluso, presentano gravissime irregolarità hanno così esordito Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale della Feneal Uil Tirrenica.

“Anche quest’anno, come da tradizione consolidata, la Uil Messina e la Feneal Uil Tirrenica, in prossimità del Ferragosto, diffondono la consueta analisi dettagliata dei dati relativi al settore dell’edilizia: uncomparto che da sempre è stato volano e traino per l’intera economia della provincia di Messina. Purtroppo, l’edilizia, da settore strategico e fondamentale, è oggi un comparto marginale. Come avevamo ampiamente previsto, il bonus 110 ha rappresentato una fase spot priva di prospettive strutturali che, purtroppo, si sono aggravate a seguito del repentino annullamento della misura. Una vicenda che ha provocato l’impasse per molte aziende che, tutt’oggi, sono impantanate in quanto hanno il cassetto fiscale stracarico di crediti, nei fatti inutilizzabili, legati ai bonus. Una situazione complicata che avrebbe bisogno di interventi, in primis legislativi, finalizzati a chiudere questa vicenda senza farla ricadere sulle incolpevoli maestranze. La fotografia dei numeri è chiara: l’edilizia regge grazie ai fondi del Pnrr in un quadro, comunque, a tinte chiaro-scure in quanto il trend negativo relativo alla indecente piaga del lavoro nero aumenta senza sosta: i lavoratori sfruttati ed in nero oggi presenti in un cantiere sono superiori al 70% della forza lavoro che, considerando la mancata regolarizzazione contributiva degli stessi o le forme elusive come il dumping contrattuale, rappresentano un vergognoso dramma sociale che non può restare impunito poiché è strettamente connesso con il tema della sicurezza sul lavoro. Un’ignobile piaga caratterizzata dalla triste contabilità connessa con l’elenco di innocenti lavoratori che, anche a Messina, sono usciti da casa per andare a lavorare e sono rientrati dentro una bara. Infatti, nel nostro Paese, il numero dei morti sul lavoro nel primo semestre del 2025 è di 502 contro i 469 dello stesso periodo del 2024 con un pauroso aumento del 7%: cifre indegne ed inaccettabili per una nazione che si fregia di essere tra le più moderne ed industrializzate dell’intero pianeta, numeri che necessitano decisioni legislative drastiche e non pannicelli caldi come quelli fino ad oggi attuati dai vari governi nazionali che si sono succeduti. In questo quadro, alle nostre latitudini è indispensabile un tangibile rafforzamento dell’organico dell’Ispettorato del lavoro di Messina poiché con gli attuali numeri del personale in servizio non è assolutamente possibile dare risposte concrete sul tema della repressione al fenomeno del lavoro nero che è una piaga sociale di dimensioni macroscopiche hanno continuato i due sindacalisti della Uil.

Rispetto al nostro territorio registriamo che, finalmente, il cantiere del porto di Tremestieri, dopo il giusto commissariamento dell’opera deciso anche su nostra proposta e sollecitazione, sta procedendo secondo il cronoprogramma previsto e auspichiamo, anche al fine di liberare definitivamente la città dalle auto e dal traffico commerciale, che si realizzi l’infrastruttura nei tempi previsti. Registriamo l’assenza di programmazione sul rischio sismico e sul dissesto idrogeologico, nonché sull’edilizia scolastica e su quella sanitaria caratterizzata dagli odierni presidi ospedalieri decadenti e ai limiti dell’agibilità. Un quadro che evidenzia i limiti di una classe politica e di governo senza visione strategica. Noi non ci fermeremo e proseguiremo senza sosta la battaglia per il lavoro e l’occupazione, per la legalità e il rispetto della sicurezza dei lavoratori, i quali, in nome del profitto da parte di soggetti senza scrupoli, non possono essere costretti a subire lavoro nero e dumping contrattuale, vale a dire essere considerati carne da macello senza tutele e garanzie hanno così concluso Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, e Pasquale De Vardo, segretario generale della Feneal Uil Tirrenica.

Messina, 14 agosto 2025  
L’Ufficio Stampa