{"id":1568,"date":"2025-07-28T11:26:18","date_gmt":"2025-07-28T09:26:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.uilmessina.it\/website\/?p=1568"},"modified":"2025-08-04T16:26:39","modified_gmt":"2025-08-04T14:26:39","slug":"morti-sul-lavoro-e-sicurezza-il-monito-della-feneal-uil-tirrenica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.uilmessina.it\/website\/2025\/07\/28\/morti-sul-lavoro-e-sicurezza-il-monito-della-feneal-uil-tirrenica\/","title":{"rendered":"MORTI SUL LAVORO E SICUREZZA, IL MONITO DELLA FENEAL UIL TIRRENICA"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 una vera e propria strage silenziosa quella che continua a consumarsi anche nei cantieri edili Siciliani. I dati nazionali relativi ai primi cinque mesi del 2025 confermano un trend allarmante: 386 decessi sul lavoro, 17 in pi\u00f9 rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a un aumento del 4,6%, una media di 3 vittime al giorno, oltre 1.000 in un anno, basterebbe non dimenticare gli oltre 10.000 caduti sul lavoro in questi ultimi 10 anni. Un contatore nero che non tende ad arrestare la sua corsa. Numeri che parlano da soli e che raccontano un dramma sociale che attraversa indistintamente ogni angolo del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A denunciare con forza la gravit\u00e0 della situazione \u00e8 Pasquale De Vardo, segretario generale della Feneal UIL Tirrenica Messina-Palermo: \u201cAssistiamo a tante dichiarazioni istituzionali, elaborazione di nuove leggi, norme fantasiose e una burocrazia asfissiante, accompagnata da attestati di cordoglio del momento. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che manca la volont\u00e0 concreta, da parte delle istituzioni e della politica, di dire basta a questa mattanza. Mentre il governo si perde in affermazioni di facciata, nei cantieri continua la strage.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le regioni pi\u00f9 colpite<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno non risparmia nessuna area geografica: i dati dell\u2019Osservatorio nazionale in materia di sicurezza sul lavoro ci dicono, che otto regioni sono classificate in \u201czona rossa\u201d per l\u2019elevata incidenza di decessi sul lavoro rispetto alla media nazionale nel rapporto tra occupati e vittime e la Sicilia anche in questa triste classifica, purtroppo \u00e8 tra le prime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Zona Rossa:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Lombardia (42 vittime)<\/li>\n<li>Campania (25)<\/li>\n<li>Sicilia (23)<\/li>\n<li>Piemonte e Puglia (20)<\/li>\n<li>Toscana (19)<\/li>\n<li>Lazio e Emilia-Romagna (17)<\/li>\n<li>Trentino-Alto Adige (10)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In zona arancione, sempre secondo l\u2019incidenza tra occupati e decessi, si trovano:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Veneto (30 vittime)<\/li>\n<li>Liguria (8)<\/li>\n<li>Calabria (7)<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguono: Abruzzo e Umbria (8), Basilicata (7), Friuli Venezia Giulia (6), Marche e Sardegna (4), Molise e Valle d\u2019Aosta (1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costruzioni: il settore pi\u00f9 a rischio<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora una volta \u00e8 il comparto delle Costruzioni a confermarsi il pi\u00f9 pericoloso, con la pi\u00f9 alta percentuale di decessi sul lavoro. E il quadro reale potrebbe essere persino pi\u00f9 grave: spesso molte denunce di infortunio, non vengono neanche presentate, ma dichiarate successivamente come incidenti domestici. Secondo De Vardo, nel settore edile \u2013 dove \u00e8 ancora altissimo il tasso di lavoro irregolare \u2013 troppi incidenti vengono taciuti per tutelare i profitti di imprese senza scrupoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl problema \u2013 continua De Vardo \u2013 \u00e8 anche generazionale. L\u2019analisi dell\u2019Osservatorio evidenzia come le fasce pi\u00f9 a rischio siano quelle degli ultrasessantacinquenni, con un tasso di mortalit\u00e0 di 30,7 morti per milione di lavoratori, e quella tra i 55 e i 64 anni, con 19,1 decessi. Particolarmente preoccupante anche il dato relativo ai lavoratori stranieri, che nei primi cinque mesi dell\u2019anno sono stati 87: il loro rischio di morte sul lavoro \u00e8 pi\u00f9 del doppio rispetto a quello dei colleghi italiani.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fattori pi\u00f9 comuni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al primo posto la corsa al profitto di alcune imprese, che mette in secondo piano il rispetto delle basilari norme di sicurezza, come il mancato uso dei DPI (dispositivi protezione individuale), o peggio ancora neanche li fornisce ai lavoratori. Poi ci sono le cadute dall\u2019alto, l\u2019et\u00e0 avanzata dei lavoratori che spesso vengono sottoposti a visite di idoneit\u00e0 lavorativa, molto superficiali. La mancata formazione adeguata o lo stress termico che spesso provoca malori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un triste esempio, la disgrazia di pochi giorni fa accaduta a Napoli, dei tre poveri lavoratori che pur di garantire un sostentamento economico alla propria famiglia, hanno perso drammaticamente la vita, precipitando rovinosamente da oltre 20 metri di altezza, da un cestello non a norma, senza alcun DPI e cosa ancora pi\u00f9 drammatica erano sembra \u201crigorosamente\u201d in nero almeno dalle prime notizie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le richieste della Feneal Uil<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per il Sindacato, la prevenzione deve partire dalla cultura della sicurezza, quindi dai banchi di scuola e accompagnare l\u2019intero ciclo della vita lavorativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAbbiamo portato le nostre proposte in ogni tavolo istituzionale, a livello nazionale, regionale e locale \u2013 spiega Pasquale De Vardo \u2013 indagini e sentenze rapide ma soprattutto, pene certe per i colpevoli, le famiglie superstiti vengono sistematicamente abbandonate dalle Istituzioni. Infatti, oltre a stare per lunghissimo tempo senza risposte, troppo spesso dopo un decennio arriva un nulla di fatto. Chiediamo formazione continua e, soprattutto, un deciso incremento degli organi ispettivi. In Sicilia, ad esempio, operano meno di 40 ispettori su nove province: statisticamente, un\u2019impresa potrebbe subire un controllo mediamente una volta ogni diciotto anni. \u00c8 inaccettabile, basta leggere i dati dell\u2019ispettorato regionale per comprendere meglio ci\u00f2 che accade nei cantieri edili, su 100 ispezioni eseguite nessuna azienda \u00e8 esente da sanzioni e quasi sempre vengono trovati lavoratori irregolari.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLe leggi ci sono, le norme anche. Certo, tutto \u00e8 migliorabile, ma se non ci sono i dovuti controlli, non metteremo mai fine a questa strage. Finch\u00e9 continueremo a ignorare l\u2019urgenza di agire, si continuer\u00e0 a morire nei cantieri per l\u2019unica colpa di avere bisogno di lavorare. Il sindacato non si ferma, conclude De Vardo, continueremo a vigilare e a denunciare soprattutto ad agosto, uno dei periodi pi\u00f9 difficili visto la quasi certezza di mancanza di controlli, dovuti anche al periodo feriale, dove tanti cantieri si trasformano in giungle, noi come Feneal Uil continueremo a urlare che tornare a casa vivi dopo una giornata lavorativa lavoro \u00e8 un diritto e non potr\u00e0 mai essere considerato un privilegio!!!\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Messina, 28 luglio 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Ufficio Stampa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una vera e propria strage silenziosa quella che continua a consumarsi anche nei cantieri edili Siciliani. 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